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Ci impegniamo attivamente per migliorare le condizioni di lavoro della mano d'opera utilizzata dai nostri fornitori di frutta e verdura, soprattutto laddove non sempre ci si attiene a standard lavorativi equi. Simili violazioni si riscontrano in tutti i paesi in via di sviluppo ed emergenti, come Kenya e Ghana, e in alcune nazioni dell'Europa meridionale e orientale quali Spagna, Italia, Grecia e Ungheria. Oggi oltre il 80% della frutta e della verdura importata da questi paesi proviene da produttori che applicano standard sociali riconosciuti. Un risultato notevole che è frutto del grande impegno profuso da Coop negli ultimi anni: nel 2012 solo un quarto di loro ottemperava tali requisiti. Con il nostro operato contribuiamo così a creare migliori condizioni di lavoro, dando frutti concreti e buoni, in tutti i sensi.

Foto: Heiner H. Schmitt

Nella produzione e raccolta di frutta e verdura il lavoro viene svolto in prevalenza da immigrati. Per garantire loro migliori condizioni di vita, esigiamo dai fornitori l'applicazione degli standard sociali minimi SA8000, BSCI Primary Production e GRASP (GlobalG.A.P. Risk Assessment on Social Practice) oltre a quelli Fairtrade Max Havelaar. Tali standard prevedono tra l'altro contratti di lavoro scritti per tutti, il rispetto dell'orario di lavoro massimo e la corresponsione dei salari minimi previsti dalla legge.

    Foto: Christof Sonderegger
    Foto: Heiner H. Schmitt
    Foto: Yannick Andrea

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