Intolleranza o allergia?

Quando si parla di intolleranza, quando di allergia? A chi rivolgersi per un test attendibile o una consulenza? Saremo lieti di aiutarvi fornendovi importanti informazioni su questo complesso tema.


Intolleranza

Intolleranza alimentare è un termine generico usato per indicare varie reazioni di origine non allergica agli alimenti.

Le intolleranze alimentari vanno distinte dalle allergie alimentari. In caso d'intolleranza, infatti, non entra in gioco il sistema immunitario e i disturbi accusati sono riconducibili alla mancanza degli enzimi necessari per degradare componenti alimentari quali lattosio, fruttosio o istamina.

Diagnosi di intolleranze
Comprovare un'intolleranza alimentare può essere complicato. Per ottenere una diagnosi inequivocabile è in alcuni casi possibile sottoporsi a dei test come, ad es., quello del respiro, usato per accertare l'eventuale sussistere di un'intolleranza al lattosio. Nel caso di altre intolleranze non diagnosticabili con appositi test si procede invece astenendosi per un certo periodo dal consumare l'alimento che si teme essere causa dei disturbi accusati. Così facendo si può verificare se l'eliminazione di tale alimento dalla dieta produce dei miglioramenti.

Caratterizzazione delle sostanze
allergizzanti nei prodotti Coop

In un riquadro a parte Coop fa presenti quelle sostanze allergizzanti per le quali la legge prevede una specifica dichiarazione. In questo modo i clienti che soffrono di allergie o intolleranze possono reperire rapidamente le informazioni per loro rilevanti.
Sul retro della confezione, all'interno delle informazioni per gli allergici (riquadro verde), sono indicate le sostanze allergizzanti presenti nel prodotto.

Dichiarazione di sostanze allergizzanti

Le sostanze allergizzanti stabilite dall'Ordinanza svizzera sulla caratterizzazione e la pubblicità delle derrate alimentari (OCDerr) devono sempre essere riportate nella lista degli ingredienti. Ciò vale anche laddove una sostanza allergizzante sia presente solo in quantità ridotte, ad es. all'interno di una miscela di spezie. Sono soggette all'obbligo di dichiarazione quelle sostanze allergizzanti spesso causa di reazioni da intolleranza o in grado di scatenare gravi reazioni allergiche.

Qualora sia possibile una contaminazione accidentale con una determinata quantità (generalmente 1 g/kg) di una delle sostanze allergizzanti soggette all’obbligo di dichiarazione, ciò dovrà essere fatto presente, ad es. con la frase «può contenere tracce di arachidi».

Nel riquadro informativo a destra potete verificare quali ingredienti e quali dei prodotti da essi ricavati devono essere dichiarati sulle confezioni.

Sostanze allergizzanti soggette all'obbligo di dichiarazione:

  • Cereali contenenti glutine (frumento, segale, orzo, avena, farro, kamut)
  • Latte (incluso lattosio)
  • Uova
  • Pesci, crostacei, molluschi
  • Soia, arachidi, sesamo
  • Sedano, senape, lupini
  • Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/l espressi come SO2
  • Frutta a guscio (noci): mandorle, nocciole, noci comuni, noci di acagiù, noci di pecan, noci del Brasile, pistacchi, noci di macadamia, noci del Queensland

Allergia

Nel caso di una reazione allergica a un alimento il sistema immunitario produce anticorpi per combattere proteine animali o vegetali di per sé innocue. Dietro alle reazioni allergiche più frequenti tra i bambini e gli adulti si nascondono alimenti differenti. Tra i più piccoli sono molto diffuse le allergie a latte vaccino e uova, che però tendono generalmente a svanire nel corso dell'infanzia. Tra gli adulti si registrano invece perlopiù allergie a mele, noci e nocciole, kiwi, sedano e carote. In via di principio ogni proteina presente negli alimenti può scatenare un'allergia.

I sintomi di un’allergia possono variare molto sia per tipo che per intensità. Sintomi tipici di una reazione allergica sono prurito, arrossamenti o gonfiori della pelle, problemi respiratori e disturbi gastrointestinali come diarrea, flatulenza o vomito. I disturbi provocati da un'allergia possono essere evitati soltanto astenendosi dal consumare l'alimento che ne è causa.

Diagnosi di Allergie
Qualora si sospetti di soffrire di un'allergia alimentare è sempre opportuno recarsi da un allergologo, il quale provvederà a formulare una diagnosi attendibile. L'allergologo effettuerà vari test allergici allo scopo d'identificare una sostanza allergizzante ovvero di escludere che il problema del paziente sia causato da una determinata sostanza. A tal proposito si pratica una distinzione tra test cutanei, test ematici e test di provocazione.

Test cutaneo: il test cutaneo viene eseguito ponendo alcune gocce di soluzioni allergeniche sulla pelle dell'avambraccio, la quale viene quindi graffiata con un ago sottile affinché la sostanza allergizzante entri in contatto con le cellule cutanee. Trascorsi 20 minuti, si valuta la reazione al test. Una reazione positiva è paragonabile a una puntura di zanzara. Nel caso delle reazioni di tipo ritardato viene applicato un cerotto sulla schiena. La reazione – che generalmente consiste nella comparsa di un piccolo eczema – può essere interpretata dopo uno o due giorni.

Test ematico: al paziente viene prelevato un campione di sangue che, una volta in laboratorio, viene sottoposto a un'analisi tesa a individuare degli anticorpi.

Test di provocazione: il test di provocazione viene eseguito facendo ingerire o respirare al paziente la sostanza sospettata, oppure ponendo quest'ultima a contatto con la pelle. Tale test deve essere eseguito soltanto da medici debitamente specializzati.

Allergie incrociate
Data la somiglianza strutturale sussistente tra alcune sostanze allergeniche da inalazione e da ingestione, laddove sussista un'allergia incrociata si verificherà una reazione immunitaria. Un soggetto allergico al polline di betulla, ad esempio, potrà così essere interessato da un'allergia incrociata alle mele. In tal caso il sistema immunitario reagirà anche al contatto con le mele, che contengono alcune sostanze molto simili all'allergene del polline di betulla.

I sintomi delle allergie incrociate si limitano generalmente a reazioni che interessano la cavità orale, ad es. prurito, sensazione astringente in bocca e in gola o gonfiore di bocca e labbra. È invece raro che un'allergia incrociata provochi reazioni allergiche potenzialmente letali.



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