Studio sul turismo dello shopping 2009

Turisti svizzeri dello shopping in netto calo

L'ultimo studio sul turismo dello shopping di Coop mostra un netto calo dei regolari frontalieri dello shopping. Il valore dei generi alimentari e dei beni di prima necessità acquistati all’estero è sceso da 2,1 miliardi di franchi svizzeri (2005) a 1,8 miliardi (2009). Il calo si basa su una leggera differenza di prezzo tra i dettaglianti svizzeri e quelli d'oltre confine. Ora constatiamo un nuovo trend dei consumatori stranieri.

Meno Svizzeri acquistano oltre frontiera
Nel 2005, il 21% degli intervistati acquistava regolarmente all’estero. Oggi sono il 16%. Tra coloro che acquistano meno all'estero si riscontriamo soprattutto quelli tra una fascia d'età che si estende tra i 15 e i 34 anni, quelli che abitano a più di 30 km dalla frontiera e i fanatici dello shopping disposti a percorrere lunghi tragitti e a farsi numerosi negozi. Soprattutto in Ticino, si è riscontrato un netto calo degli Svizzeri che si recano in Italia per acquisti.
Il principale motore per gli acquisti all'estero rimane, per il 54%, il livello dei prezzi. Oggi questo fattore risulta comunque meno decisivo rispetto al 2005, quando il 74% degli intervistati riconduceva il turismo degli acquisti al livello dei prezzi. Con l'apparizione sul mercato degli hard discounter Aldi e Lidl, molti prodotti sono oggi più accessibili giustificando così in parte il calo dei frontalieri dello shopping.

Le differenze di prezzo si sono ridotte sensibilmente.
Coop guarda con soddisfazione alla riduzione della differenza dei prezzi rispetto al 2005 che si aggira in media al 10%. Inoltre, contribuisce il livello del tasso di cambio. Un’altra causa del calo della differenza dei prezzi consiste nel cambiamento delle condizioni quadro della politica agraria. Infatti, l’apertura incondizionata del mercato del formaggio ha portato a un conguaglio dei prezzi del formaggio e, indirettamente, degli altri latticini. Il prodotto più richiesto all’estero è la carne. Altra priorità risultante dal sondaggio è rappresentata dai prodotti per la cura del corpo. Fondamentalmente, il calo dei prezzi è stato possibile perché, negli ultimi anni, i dettaglianti svizzeri hanno sensibilmente incrementato la produttività media. La produttività all’ora per il commercio al dettaglio è cresciuta negli ultimi tre anni del 3,4%, 5 volte più veloce rispetto alla media dello sviluppo economico globale.

Frontalieri dello shopping in Svizzera
Per la seconda volta sono stati studiati gli acquisti degli stranieri in Svizzera. Sono stati intervistati esclusivamente consumatori stranieri presso Coop, i quali si aspettano lo stello livello dei prezzi e apprezzano soprattutto la buona qualità.
Apprezzano manifestamente fare la spesa in bei negozi, nonché la ricchezza dell'assortimento e dei prodotti freschi. Fattore di grande importanza che incide sulla decisione di fare acquisti in Svizzera è come sempre l’estrema convenienza della benzina.

Rilevamento metodico
L’attuale e ormai ottavo studio Coop sul turismo degli acquisti 2009 è stato condotto in collaborazione con gli istituti indipendenti di ricerca di mercato Isopublic e Transferplus. Questo studio porta avanti una serie di analisi iniziate nel 1990. Il sondaggio si basa sugli ultimi studi di mercato e su un sondaggio rappresentativo sull’intera Svizzera. Sono stati intervistati 1535 frontalieri svizzeri dello shopping. Inoltre, sono stati intervistati direttamente 820 frontalieri dello shopping svizzeri e stranieri ed è stata svolta un'analisi degli scontrini e una stima del deflusso del potere d'acquisto. Non da ultimo, si è svolto un confronto dei prezzi su 160 prodotti tra Coop e gli Ipermercati e i discounter dei paesi limitrofi.


Lo studio non è disponibile in lingua italiana.

Persone di contatto
Denise Stadler, responsabile Ufficio stampa
Tel. +41 61 336 71 10

Urs Meier, portavoce
Tel. +41 61 336 71 39

Sabine Vulic, portavoce
Tel. +41 61 336 71 92



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