Guida «Alimentazione sana» di Coop

Come conservare e preparare gli alimenti in modo corretto e sicuro

La qualità rappresenta il presupposto essenziale di tutte le fasi della filiera produttiva Coop, dalla materia prima alla lavorazione e al trasporto fino agli scaffali dei nostri supermercati.

Ma Coop si si impegna anche a garantire che gli alimenti arrivino in tavola freschi e senza germi nocivi. Ecco perché durante la conservazione e la preparazione occorre rispettare alcune regole fondamentali.

Si può mangiare o è da buttare? Ce lo dice la data.

Ciascun prodotto può essere conservato e consumato per un determinato periodo di tempo. Conservando un alimento in maniera corretta e tenendo presente la data di consumo e quella minima di conservabilità potrete contare in qualsiasi momento sull'igienicità del prodotto e consumare quest'ultimo senza problemi. Laddove non presentino anomalie in fatto di aspetto, odore e sapore, molti prodotti sono però commestibili anche trascorsa la data minima di conservabilità.

Data minima di conservabilità

Con la data minima di conservabilità il produttore di un alimento garantisce che, in caso di adeguato stoccaggio, questo manterrà una qualità ineccepibile fino alla data indicata. Una volta trascorsa tale data, il prodotto potrà essere consumato senza problemi a patto che non siano riscontrabili anomalie relativamente all'aspetto, all'odore o al sapore.

Va a tal proposito osservato che la data minima di conservabilità vale soltanto per i prodotti in confezione originale chiusa e solo laddove siano state rispettate le condizioni di conservazione specificate. Dopo l'apertura della confezione ossigeno, umidità e microrganismi vengono a contatto con l’alimento determinandone o accelerandone il deterioramento.

Data di consumo

A differenza della data minima di conservabilità la data di consumo indica il termine entro cui un alimento fresco deve essere effettivamente consumato. La data di consumo va obbligatoriamente riportata sulle confezioni di alimenti facilmente deperibili o igienicamente critici quali pollame fresco o carne macinata. Trascorsa la data di consumo, gli alimenti vanno smaltiti correttamente, possibilmente insieme agli scarti vegetali.

La durata di conservazione viene definita dal produttore, il quale garantisce un'ineccepibile qualità del prodotto fino alla data indicata. Su alcune confezioni oltre alla data di conservabilità vengono fornite indicazioni circa le condizioni di conservazione. Il significato di tali indicazioni è riportato nella tabella a destra.

Indicazioni per la conservazione
 

Surgelazione

ad almeno -18 °C in congelatore

Refrigerazione

tra +2 e +5 °C

Conservazione in luogo fresco

fino a +15 °C, non in frigorifero

Conservazione a temperatura ambiente

tra +18 e +22 °C

Conservazione in luogo asciutto

con un tasso di umidità dell'aria massimo del 70 %

Conservazione al riparo dalla luce

lontano dalla luce diretta

Conservazione in luogo fresco e umido

tra +6 e +15 °C con un tasso di umidità dell'aria del 70-90 %

Il frigorifero: moderna dispensa

La temperatura ideale del frigorifero va dai +2 ai +5 °C. In questo intervallo di temperatura, infatti, i batteri si moltiplicano generalmente in maniera molto lenta. Di solito i frigoriferi sono suddivisi in zone in cui vigono temperature differenti. A seconda dei prodotti alimentari, esistono vari scomparti del frigorifero più o meno adatti alla conservazione. La temperatura interna va verificata regolarmente con un termometro separato.

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