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Basilicata

Nonostante la Basilicata figuri tra le regioni più svantaggiate d'Italia, la qualità dei vini prodotti alle pendici del vulcano Monte Vulture, ormai estinto, è grande al punto da meritarsi l'appellativo di «Barolo del Sud».

Geografia

Incastonata tra la Campania al nord e la Puglia e la Calabria al sud, la Basilicata si affaccia per un breve tratto sul Mar Tirreno, mentre la sua parte meridionale è bagnata dalle acque del Mar Ionio. La regione è particolarmente nota per i «Sassi» del centro storico di Matera, abitazioni ricavate nella roccia descritte magistralmente da Carlo Levi in «Cristo si è fermato a Eboli» e scenario del film «La passione di Cristo» con Jim Caviezel. Inoltre, nel 1993 i Sassi sono stati iscritti dall'UNESCO nella lista dei patrimoni dell'umanità. Con circa 10.000 ettari di superficie viticola, la Basilicata è una delle più piccole regioni vinicole d'Italia e il territorio del Vulture, situato nella parte settentrionale della regione, è l'unico a produrre un vino DOC, l'Aglianico del Vulture. La località di Grottino di Roccanova e la Lucania sono invece state insignite dell'indicazione geografica tipica (IGT).

Terroir

La zona di produzione DOC si estende per circa 400 ettari sul fertile territorio ai piedi del vulcano Monte Vulture e i suoi vigneti si trovano tra i 400 e i 600 metri di altitudine, dove le fresche temperature notturne favoriscono la maturazione delle uve. L'elevata escursione termica tra il giorno e la notte contribuisce inoltre allo sviluppo dei delicati aromi fruttati che contraddistinguono l'Aglianico.

Varietà

I primi vigneti della regione furono piantati nel VI secolo a.C. dai Greci, che fecero dono a queste terre delle uve scure dell'Aglianico. Tra le altre qualità di rosso si annoverano l'Aleatico, il Bombino nero, il Ciliegiolo, il Malvasia nera e il Sangiovese, mentre tra le uve bianche vi sono il Bombino bianco, il Fiano, il Moscato e il Trebbiano.

Stile

L'Aglianico del Vulture è stato ribattezzato «Barolo del Sud», non a caso poiché questo vino si presenta concentrato e corposo, mai dolce né sovraestratto. Il suo aroma di frutti scuri è dominato da more e sambuco, a cui si aggiungono note intense speziate di erbe aromatiche, un'acidità ben integrata e matura e tannini vigorosi derivanti dalle spesse bucce delle uve dell'Aglianico.

Maturità ottimale

2-3 anni per i vini bianchi di Fiano e Trebbiano
3-5 anni per i vini IGT
5-15 anni per gli Aglianico più intensi