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Svizzera

Poco nota al di fuori dei confini nazionali, è amata dai conoscitori e molto ricercata per la microproduzione. La piccola Svizzera offre sia qualità che specialità e sta diventano sempre più un concorrente interessante anche per vitigni meno «svizzeri» come il Syrah.

Storia

I Romani hanno diffuso la viticoltura anche in Svizzera, ma a sud delle Alpi, nel Canton Ticino e nella Svizzera Romanda, si coltivavano viti anche prima della colonizzazione romana. A Saint Blaise, sul lago di Neuchâtel, sono stati rinvenuti semi di uva del Neolitico (3000-1800 a.C.).

Geografia

Soprattutto paesaggi alpini con profonde valli verdi. Nessun altro Paese con una superficie così modesta coltivata a vigneto può vantare una varietà di vini altrettanto grande. La coltivazione si concentra nelle valli fluviali e nelle zone lungo le sponde dei laghi.

Zone di coltivazione

La viticoltura svizzera si suddivide in sei zone principali: Vallese, Vaud, Ticino, Svizzera tedesca, Neuchâtel e la regione dei Tre Laghi, oltre alla zona del lago di Ginevra.

Vini

I vigneti svizzeri sono coltivati per metà a vitigni rossi e per metà a bianchi. Il vitigno bianco più amato della Svizzera Romanda è lo Chasselas. In Svizzera tedesca predomina il Riesling x Sylvaner (Müller-Thurgau). Fra i vitigni a bacca rossa, il Pinot Noir è il più diffuso in Svizzera orientale, insieme al Gamay in Svizzera Romanda. Il vitigno principale della Svizzera meridionale è il Merlot. Pinot Gris, Pinot Blanc, Chardonnay, Gewürztraminer e altri, oltre ad alcuni vitigni autoctoni del Vallese e della Svizzera orientale, sono senz'altro importanti come specialità, ma vengono coltivati solo in quantità molto ridotte.

Superficie vitata/quantitativi prodotti

15.000 ettari, circa 1,2 milioni di hl/anno.