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Diego e Alberto Cusumano

La straordinaria varietà che la loro terra offre è un dono che Diego e Alberto Cusumano accolgono con dedizione e trasformano in esperienza. La diversità è una virtù che coltivano e condividono con passione.
«È tutto cominciato con Francesco, nostro padre. È lui per primo che ha iniziato a lavorare in questo settore. A conoscere le particolarità della produzione del vino in Sicilia. Quando nel 2000 abbiamo deciso di dare inizio al nostro progetto, sapevamo che era indispensabile partire da vigneti di proprietà, usare solo le nostre uve. Con nostro padre abbiamo girato la Sicilia alla ricerca dei territori più adatti. Abbiamo cominciato vicino a Partinico, dove c’era già la cantina. È stata la scelta più naturale. La prima tenuta acquisita è stata Tenuta Ficuzza, a Piana degli Albanesi. Una Sicilia di montagna tra Palermo e Corleone. Da lì siamo arrivati a Butera, dove oggi c’è Tenuta San Giacomo e dove da un terreno bianco come un torrone produciamo il nostro Nero d’Avola Sàgana. Poi siamo arrivati a Presti e Pegni, a Monreale, di nuovo vicino a Palermo, e Monte Pietroso fino a conquistare l’Etna con il progetto Alta Mora.»

Tenuta San Giacomo

«Un contadino della zona, un giorno che eravamo qui, prese la terra tra le mani e ci disse: “Lo vedete questo? È torrone bianco”. La terra di Tenuta San Giacomo è come il torrone siciliano, bianco, candido, che nasconde al suo interno le mandorle e i pistacchi. La terra qui è calcarea, la luce è forte. C’è una grande escursione termica tra il giorno e la notte – siamo pur sempre in collina, a 400 metri sul livello del mare. A Tenuta San Giacomo la potenza naturale dei vini siciliani e l’eleganza e la freschezza date dall’altitudine e dal terreno calcareo, trovano la loro perfetta rappresentazione nel Nero d’Avola. Questo vitigno emblema della Sicilia, in un terreno così particolare, raggiunge una maturazione piena ed equilibrata. Dalla stessa tenuta nasce Alimo, blend di Nero d’Avola e Merlot

Tenuta Presti e Pegni

«Tenuta Presti e Pegni si trova a Monreale, su colline dove i vigneti sono esposti al sole dall’alba al tramonto. A rinfrescare l’aria arriva la brezza del mare, a circa 10 km di distanza, che dissipa il calore. I terreni qui sono argillosi e compatti, fattore che dà maggiore complessità ai vini, a partire dal colore. Qui, per il tipo di composizione del suolo e di microclima, oltre alle vecchie vigne di Nero d’Avola abbiamo scelto di dedicarci ai vitigni internazionali come il Merlot, Cabernet Sauvignon, e soprattutto Syrah. Qui nascono il nostro Super Sicilian, il Noà, da uve Nero d’Avola, Merlot e Cabernet Sauvignon, e nasce il Benuara, che invece unisce il Syrah al Nero d’Avola. In entrambi i casi le rese sono basse, la selezione è attenta. A ciascuna vigna dedichiamo tutto il tempo di cui ha bisogno. La fretta non esiste. Questo ha segnato finora il nostro percorso in costante movimento.»