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Viticoltura nel Palatinato: potere alle donne

Con una superficie vitata di 23.000 ettari, il Palatinato è per estensione la seconda delle 13 regioni vitivinicole tedesche. Grazie a nomi come Reichsrat von Buhl, Christmann, Knipser e Kranz, può vantare alcune delle migliori tenute della Germania. Qui la gestione è quasi completamente al maschile: meno del dieci percento delle aziende vitivinicole, infatti, è in mano a donne. Ma secondo Sophie Christmann le cose sono destinate a cambiare.
Due anni fa ha iniziato a occuparsi della tenuta d'eccellenza del padre Steffen, presidente della prestigiosa associazione delle cantine di qualità tedesche (Verband Deutscher Prädikatsweingüter). La giovane viticoltrice si è fatta subito notare e alla fine del 2019, all'età di 26 anni, è stata nominata "scoperta dell'anno" al concorso enologico Deutscher Rotweinpreis organizzato dalla rivista di settore Vinum. Christmann si dedica con passione al Pinot Noir, una vera e propria diva tra i vitigni a bacca rossa. Da quando se ne occupa personalmente, i vini hanno guadagnato in eleganza e profondità. «Ho introdotto qualche cambiamento», afferma. Tra questi, una vendemmia precoce e una macerazione delle uve più breve. Inoltre, l'uva viene pigiata insieme ai raspi e l'estrazione avviene in modo molto delicato.
Sophia Christmann è solo un esempio della trasformazione che sta interessando il Palatinato. Esiste infatti una nuova generazione di giovani viticoltrici che si sta facendo un nome. Una di queste è Katrin Wind, i cui vini bianchi ottenuti dai vitigni Pinot Bianco e Sauvignon Blanc a partire dall'annata 2017 sono disponibili in esclusiva da Mondovino. La piccola viticoltrice possiede solo sei ettari di vigneti, dai quali riesce però a dar vita a vini autentici ed eleganti. L'annata 2019 ha confermato la tendenza risultando convincente sotto ogni aspetto. Una parte della produzione è ovviamente dedicata anche al Riesling, il più conosciuto dei vitigni a bacca bianca tedeschi. Wind, come molte delle sue colleghe, può contare su un notevole bagaglio di conoscenze e competenze acquisite durante la formazione presso la scuola universitaria professionale di Geisenheim.
A differenza di Wind, che ha rivoluzionato completamente la tenuta dei genitori, Regine Minges ha avuto un percorso più facile. Insieme al padre gestisce i 25 ettari dell'azienda di famiglia, che da dieci anni ha una certificazione biologica. Alla viticoltrice piace fare le cose per bene: «Produco vini da relazione seria, non vini da flirt superficiale», dice quasi recitando un motto. Un'opinione condivisa anche da Viktoria Lergenmüller, che trova non ci sia cosa peggiore dei vini accomodanti. La viticoltrice del Palatinato vuole dar vita a vini di carattere ed è disposta ad assumersi grandi rischi. Per lei intuizione e istinto sono più importanti della tecnica enologica: un approccio al settore probabilmente più femminile. A differenza di Minges, Lergenmüller ha la stoffa della solista. Lo stesso vale per Katrin Wind. I suoi vini dimostrano che anche da soli si possono raggiungere ottimi risultati. Insomma, non ci sono dubbi: in futuro sentirete parlare molto di lei e delle sue colleghe. E, perché no, proverete anche i loro vini.
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75cl

Weisser Burgunder trocken Weingut Katrin Wind Pfalz

Germania, 2019

Valutazione media: 5.0 da 5 da 5 1 recensione

Questo riuscitissimo «Gutswein» incarna in maniera esemplare lo stile di Katrin Wind: bouquet delicato e schietto; al palato si presenta secco, con un bel frutto, fresco, elegante, di medio corpo, lineare, leggermente minerale, discreto, con una bella persistenza. Da gustare nei prossimi quattro cinque anni come aperitivo o per accompagnare piatti leggeri a base di pesce.

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1.73/10cl
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