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La classificazione dei vini nel Bordeaux

Dalla regione di Bordeaux provengono i vini rossi più prestigiosi del mondo. Gran parte di essi viene classificata secondo il principio dei «crus classés». Complessivamente vi sono cinque diverse classificazioni.
La regione di Bordeaux è gigantesca e comprende circa 120 000 ettari vitati. Per rendere l’idea: in questa celebre regione vitivinicola situata sulla Gironda esistono ben cinque diverse classificazioni. Il termine «classificazione» venne introdotto per la prima volta nel 1855 sotto Napoleone III, ed è sinonimo di qualità e prestigio. Avviata e sostenuta dalla Camera di commercio di Bordeaux, la classificazione di quell’anno è anche la più famosa. Essa raccoglie le migliori tenute del Médoc (esclusivamente vini rossi) nonché 27 vini dolci dal Sauternes e da Bersac. Tra i criteri utilizzati erano inclusi anche la notorietà dei cru e i prezzi raggiunti dai vini. Il terroir, invece, non rivestiva alcun ruolo, sebbene oggi tutti siano concordi nel sostenere che le migliori tenute dispongano anche dei migliori terreni.
La classificazione riunisce 60 tenute del Médoc nonché, a mo’ di eccezione, una del Pessac-Léognan, ovverosia lo Château Haut-Brion. Quest’ultimo, insieme ad altri quattro Château, è classificato come Premier Grand Cru. Seguono i Deuxièmes, Troisièmes, Quatrièmes e Cinquièmes Crus. La valutazione, per ragioni di prestigio, viene sempre riportata sulle diverse etichette. In linea generale l’ordine rispecchia la qualità dei vini, sebbene nel corso degli anni ci siano stati sporadici cambiamenti. Oggi, ad esempio, lo Château Lynch-Bages (5ième) è senza dubbio superiore allo Château d’Issan (3ième). Ufficialmente, tuttavia, non è cambiato nulla, con una sola eccezione: nel 1973 lo Château Mouton-Rothschild è salito di rango, raggiungendo lo statuto di Premier Grand Cru.
Un’altra classificazione nel Médoc è quella dei Crus Bourgeois. Essa risale al 1932 e riunisce diverse tenute di otto appellation situate sulla riva sinistra. A seconda degli anni, a ottenere questo riconoscimento sono tra le 240 e le 260 tenute. Ai vertici vi sono i Crus Bourgeois Exceptionnels, seguiti dai Crus Bourgeois Supérieurs e dai Crus Bourgeois. Si tratta di ottimi vini rossi dal prezzo molto interessante. Sotto questo livello troviamo i vini degli Château classificati come Crus Artisans. Attualmente questa classificazione comprende 36 aziende di piccola e media grandezza che producono eccellenti vini a prezzi molto convenienti
Una terza classificazione viene proposta nell’AOC del Pessac-Léognan. Essa riunisce un totale di 16 tra cru rossi e bianchi, e si basa sulle decisioni prese nel 1953. Lo Château Haut-Brion è l’unica tenuta ad essere presente anche qui. Le tenute vinicole, tuttavia, non sono suddivise secondo un ordinamento gerarchico, per cui in questo caso non sono necessarie rielaborazioni di sorta. Diverso è il caso della prestigiosa zona di coltivazione di Saint-Émilion situata sulla riva destra. In occasione della revisione del 2012, infatti, qui vi sono state notevoli modifiche con promozioni e retrocessioni di primo piano. Il sistema di classificazione, introdotto nel 1955, viene adeguato ogni dieci anni.
All’apice vi sono i Premiers Grands Crus classés «A» e «B», per un totale di 14 aziende. A questi seguono 64 Grands Crus classés. Infine, tutte le tenute che si trovano nella regione di Saint-Émilion portano la dicitura Saint-Émilion Grand Cru, indipendentemente dall’effettiva qualità dei vini. Tutto ciò non rende facile al consumatore individuare le perle tra i vini comuni. In previsione della prossima revisione del 2022 è già scoppiato un piccolo scandalo: le prestigiose tenute Château Cheval Blanc e Ausone, entrambe ai vertici del sistema di classificazione, hanno deciso di ritirarsi. Secondo le due aziende, verrebbe concessa troppa attenzione al marketing e alle attività sui social media rispetto al terroir. In una situazione come questa – così recita la loro motivazione – non vale più la pena partecipare. Grazie alla loro fama, tuttavia, i due Châteaux possono sicuramente fare a meno di qualsiasi classificazione.
Peter Keller, esperto di Mondovino e accademico del vino

Vini di Bordeaux