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Champagne analcolici: un piacere senza compromessi

Molte persone non possono o non vogliono assumere alcol, ad esempio per motivi di salute o per convinzione personale. I tempi in cui l’unica alternativa erano i succhi o le gazzose è tramontato per sempre: oggi, infatti, esiste persino lo champagne analcolico. Ma è davvero buono come l’originale?
Anche gli champagne analcolici hanno un sapore eccellente.

Champagne analcolici: quali sono i loro vantaggi?

Il primo vantaggio è ovvio: potete godervi un prezioso nettare senza dover consumare neppure una goccia d’alcol. Forse siete a una festa e, più tardi, dovete ancora tornare a casa con l’auto, oppure l’indomani avete un importante impegno e non avete voglia di esagerare. Il fatto che intendiate rinunciare all’alcol, tuttavia, non significa automaticamente che dobbiate privarvi del sapore dello champagne.
Ma non è tutto: gli champagne analcolici hanno anche meno calorie rispetto alla variante alcolica; ciò dipende dal fatto che la bevanda è stata privata della sua componente alcolica. Per chi è più attento all’alimentazione, perciò, lo champagne analcolico è l’ideale. Ma attenzione: uno champagne può essere designato come «analcolico» se contiene meno dello 0,5% in volume di alcol.

Champagne analcolico: come viene prodotto?

Spumanti e champagne analcolici esistono già dal 1988, e per molti sono una vera e propria benedizione. Tuttavia, come vengono prodotti? La risposta risiede in un procedimento naturale chiamato distillazione sotto vuoto. Nella maggior parte dei casi la produzione di bevande analcoliche avviene in appositi impianti. Durante il procedimento, lo champagne viene portato a una temperatura compresa tra 28 e 33 °C e quindi privato dell’alcol. A causa del vuoto, la distillazione avviene a temperature piuttosto basse, con il risultato che l’alcol evapora lentamente e in modo delicato e il carattere organolettico della bevanda non viene intaccato. Lo champagne, alla fine, è di nuovo addizionato con anidride carbonica. Tutto questo fa sì che il sapore rimanga inalterato.

Champagne analcolici: sono buoni?

Analcolico e champagne? Per molti questi due termini sono inconciliabili. Tuttavia, la variante analcolica può tenere testa, sul piano del sapore, allo champagne tradizionale: è ciò che affermano coloro che l’hanno provato e diversi test. Alla base vi è una distillazione particolarmente delicata. A evaporare, infatti, è soltanto l’alcol, ma non il sapore. Naturalmente l’alcol, come il grasso, è un esaltatore dei sapori. Per tal motivo la bevanda viene addizionata di anidride carbonica che, analogamente all’alcol, ha la funzione di esaltare i sapori.
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