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Châteauneuf-du-Pape

I vini dell’appellation Châteauneuf-du-Pape sono considerati il vanto della regione vitivinicola Côtes du Rhône. Molto tempo fa i papi di Avignone eressero la loro residenza estiva sulla riva sinistra del Rodano. Mossi dalla loro passione per il vino, incentivarono la coltivazione della vite. Oggi sui variegati terreni che caratterizzano il terroir del Midi crescono vecchie piante tra le quali soffia il mistral. Dalle loro uve nascono rossi di grande carattere.
I rossi di grande carattere dell’appellation Châteauneuf-du-Pape sono considerati tra i migliori della Côtes du Rhône.

La zona di produzione dell’appellation

Con una superficie vitata complessiva di quasi 3000 ettari, Châteauneuf-du-Pape fa parte delle appellation più importanti della Côtes du Rhône. I vini rossi di questa regione sono tra i migliori di Francia. L’appellation deve la sua celebrità alla storia dell’omonima località. I suoi vigneti si trovano nella parte meridionale della regione vinicola situata sulla riva sinistra del Rodano.
La zona di produzione Châteauneuf-du-Pape, classificata come Cru, deve il suo status di regione pregiata agli eccellenti terroir che dispongono di una buona composizione del suolo e di un microclima favorevole. A sud del Rodano vi è una grande varietà di tipi di suolo. La gamma va dall’arenaria ai suoli argillosi passando dalla ghiaia. Una particolarità è rappresentata dai grandi ciottoli rotondi che ricoprono il terreno di molte vigne e che immagazzinano il calore del giorno. Normalmente in questa regione la calura estiva è piuttosto intensa e viene attenuata dal Mistral. Per proteggere la vigna dalle violente folate di vento, i vignaioli di Châteauneuf-du-Pape fanno in modo che le piante di vite rimangano piccole. Tutto ciò se da una parte genera rese inferiori, dall’altra aumenta la qualità dell’uva. 

Storia dell’appellation

Il potenziale dell’odierna regione vitivinicola di Châteauneuf-du-Pape era già stato riconosciuto dagli antichi Greci. Durante il Medioevo, tuttavia, la viticoltura locale attraversò un lungo periodo di decadenza, fino a quando la Chiesa riscoprì l’idoneità di questa zona per la coltivazione della vite. Con il trasferimento della sede del papato ad Avignone all’inizio del XIV secolo, la regione acquisì un’importanza sempre maggiore. Non lontano da Avignone, nuova sede del papato, Giovanni XXII fece erigere una residenza estiva, un castello che già pochi anni dopo fungeva da tenuta vitivinicola. Grazie alla sua iniziativa vennero piantate le prime vigne. Anche il suo successore, Clemente VI, utilizzò la tenuta di Châteauneuf come buen retiro. Qui, per un momento, egli poteva sospendere i suoi obblighi clericali e dedicarsi alle gioie mondane procurate dal piacere del vino. Fece allestire nuovi vigneti, tanto che attorno al 1350 nelle migliori zone crescevano estese e floride vigne. Fino a metà del XVIII secolo la superficie coltivata di Châteauneuf-du-Pape continuò a estendersi. Il frutto di questo successo è rappresentato da uno dei numerosi castelli costruiti all’epoca: lo Château La Nerthe. Dopo aver raggiunto l’apice nel XIX secolo, la viticoltura della regione entrò in una nuova fase di decadenza che durò diversi anni. Solo all’inizio del XX secolo l’appellation registrò una decisiva ripresa alla base della sua odierna fama. Per garantire la qualità di uno Châteauneuf-du-Pape, il «barone» Le Roy, proprietario di un castello e di una tenuta, introdusse severe misure di controllo tra cui la definizione di un titolo alcolometrico minimo e l’elenco dei vitigni consentiti. Tali misure caratterizzano ancora oggi la legge francese sul vino. Parallelamente si assistette a un aumento costante della qualità. I francesi dovettero ben presto metter mano ai portafogli per potersi aggiudicare uno Châteauneuf-du-Pape.

Caratteristiche delle annate di Châteauneuf-du-Pape

Alcune caratteristiche dello Châteauneuf-du-Pape sono fissate dalla legge sul vino e sono sottoposte a rigorosi controlli. Per garantire una qualità elevata, i viticoltori devono eliminare almeno il 5% dell’uva scadente. La resa massima consentita, attorno a 35 ettolitri all’ettaro, è stata fissata a livelli molto bassi. Qualsiasi annata di Châteauneuf-du-Pape deve avere una gradazione alcolica minima di 12,5% vol.: un valore piuttosto alto se confrontato con altri vini francesi.Dall’introduzione delle misure volute dal «barone» Le Roy, i cantinieri possono vinificare le uve di soli 13 vitigni. La maggior parte di essi è a bacca rossa, poiché l’accento è messo sulle cuvée di rosso. Tra le varietà consentite troviamo Grenache, Cinsault, Mourvèdre, Syrah, Muscardin, Counoise e Clairette. Nell’appellation Châteauneuf-du-Pape sono piuttosto diffuse anche varietà a bacca bianca come Bourboulenc, Clairette Blanche e Grenache Blanc, seppure vengano raramente vinificate in bianco.Una volta mature, le uve dei diversi vitigni vengono raccolte e vinificate separatamente. La cuvée viene composta solo in un secondo tempo, in base alla ricetta di ciascun «domaine». Nella maggior parte dei vini Châteauneuf-du-Pape a predominare è il Grenache. Le uve di questo vitigno, dalla scarsa acidità e dall’elevato tenore alcolico, rappresentano dal 50 al 70% della cuvée. Il Grenache compone spesso un’unione estremamente armonica se unito al tannico Mourvèdre e al Syrah. Alcuni viticoltori si limitano a poche varietà; altri, come ad esempio il celebre Château de Beaucastel, producono una complessa cuvée sfruttando tutti e 13 i vitigni.

Profilo organolettico di uno Châteauneuf-du-Pape

L’aroma di uno Châteauneuf-du-Pape ricorda la frutta scura matura. All’attacco fruttato si aggiungono nuance speziate. Tipico di questi vini è l’elevato tenore alcolico che tuttavia, grazie all’intensa nota fruttata, non si riflette negativamente sul sapore.Le differenze sono prevalentemente determinate dal terroir: la nota speziata di uno Châteauneuf-du-Pape cambia a seconda del tipo di terreno, della miscela di vitigni e dell’annata. A volte evoca le erbe aromatiche, altre volte il pepe o le olive. Se la cuvée è largamente dominata dal Grenache, essa risulta forte e il suo sapore richiama le ciliegie, le bacche rosse e le prugne secche. La maggior parte dei domaine mescolano tra loro uve di diversa provenienza per ottenere un prodotto con una maggiore uniformità e una più intensa complessità dei sapori. La maggioranza dei produttori fa affinare lo Châteauneuf-du-Pape almeno due anni in botte.In generale, a dominare sono due tipi di stile. I fautori di una vinificazione tradizionale producono un tipo di vino dal carattere piuttosto speziato, dall’elevato tenore alcolico e dal colore rosso intenso, che per raggiungere una maggiore complessità richiede un affinamento di diversi anni. Il secondo metodo di produzione dà vita, grazie alla macerazione carbonica, a uno Châteauneuf-du-Pape più beverino, con aromi freschi e un tenore alcolico inferiore.Tra i più rinomati domaine dell’appellation Châteauneuf-du-Pape vi è, ad esempio, la tenuta Château de Beaucastel, che produce rossi di grande temperamento secondo l’antica ricetta della famiglia Perrin. Altrettanto interessante è lo Château Rayas. Tra le specialità di questo domaine vi sono cuvée rosse dalla struttura fine e dall’eccellente potenziale d’invecchiamento. Dal canto suo, lo Château Fortia conquista per una rigorosa limitazione delle rese nonché per un affinamento in barrique, della durata di 12-18 mesi, di vini selezionati.Tra le grandi annate di Châteauneuf-du-Pape più ambite sul mercato vi sono, tra le altre, quelle del 1990, del 1998, del 2007 e del 2010.Desiderate acquistare uno Châteauneuf-du-Pape? Lo shop online di Mondovino, così come i punti di vendita Coop, garantisce un’elevata qualità e offre un’ampia scelta di vini raffinati dalla Francia.

Vini Châteauneuf-du-Pape